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°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°º¤ø,¸The Chain space of L¡øñhëã®t™°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°º¤ø,¸

Questo space va contro le catene di Sant'Antonio, però poichè giocare pulito non serve a nulla allora si gioca allo stesso livello delle catene...insomma questo space è una catena e si diffonderà come tale ma il suo scopo sarà solo quello di cercare di eliminare questo fenomeno assurdo.



I dieci comandamenti dell'E-Mail

  1. Includi sempre l’argomento del messaggio in modo chiaro e specifico.
  2. Cita il testo a cui rispondi il più brevemente possibile.
  3. Non richiedere automaticamente su tutti i messaggi la ricevuta di ritorno dal mittente.
  4. Leggi il tuo messaggio almeno tre volte prima di inviarlo.
  5. Rifletti bene su come il destinatario possa reagire al tuo messaggio.
  6. Controlla l’ortografia e la grammatica del tuo messaggio.
  7. Non maledire, insultare, inviare spam o SCRIVI A LETTERE MAIUSCOLE.
  8. Non diffondere alcun messaggio a catena.
  9. Non usere l’E-Mail per alcun proposito illegale o non etico.
  10. Non invare messaggi privati dal luogo di lavoro (possono essere letti da altri).

La regola d’oro dell’E-Mail. Ciò che troveresti tu stesso sgradevole ricevere, non inviarlo ad altri.

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February 22

Contro le CATENE

Una catena di sant'Antonio è un sistema per propagare un messaggio inducendo il destinatario a produrne copie da spedire, a propria volta, a nuovi destinatari. Tra i metodi comunemente sfruttati dalle catene di sant'Antonio vi sono storie che manipolano le emozioni, sistemi piramidali che promettono un veloce arricchimento e l'uso della superstizione per minacciare il destinatario con sfortuna, malocchio o anche violenza fisica o morte se "rompe la catena" e rifiuta di aderire alle condizioni poste dalla lettera.

Le catene di Sant'Antonio sono dunque un fenomeno che è si riuscito a sopravvivere fino ad oggi ed ha visto una vera e propria esplosione grazie alla diffusione delle e-mail. Attraverso Internet è infatti possibile inoltrare la lettera ricevuta a tutti i propri conoscenti in pochi secondi.

Quella delle catene di Sant'Antonio è una pratica espressamente vietata dalla netiquette ma ugualmente diffusa attraverso persone che in tal modo dimostrano, oltre alla loro ingenuità, una scarsa o nulla conoscenza del mondo dell'informatica e della rete. È sufficiente del resto che solo una piccola percentuale dei destinatari aderisca per assicurare la propagazione della catena.

La Netiquette, parola derivata dalla contrazione del vocabolo inglese net (rete) e quello di lingua francese étiquette (buona educazione), è un insieme di regole che disciplinano il comportamento di un utente di Internet nel rapportarsi agli altri utenti attraverso risorse quali newsgroup, mailing list, forum o e-mail in genere. Sotto un aspetto giuridico, la netiquette è spesso richiamata nei contratti di fornitura di servizi di accesso da parte dei provider. Il mancato rispetto della netiquette comporta talvolta la richiesta di sospensione di alcuni servizi utilizzati per compiere atti contrari ad essa (di solito l'e-mail e usenet). Sono comportamenti contrari alla netiquette, e talvolta sanzionati dagli abuse desk: inviare spam, effettuare mailbombing e l'eccessivo cross-posting e/o multiposting sui newsgroup di Usenet. Anche l'invio di email senza un oggetto è una cosa poco rispettosa nei confronti del destinatario. Particolarmente scorretto è anche l'invio o l'inoltro di mail a un gran numero di persone (per esempio a tutto il proprio indirizzario) inserendone l'indirizzo nel campo "To:". In questo modo tutti gli indirizzi (che sono spesso privati) sono mostrati apertamente a tutti i destinatari, con una implicita violazione della privacy. Non solo, ma se un computer fra quelli dei destinatari è infettato da virus che utilizzano la posta elettronica per diffondersi, tutti gli indirizzi inseriti nel messaggio possono essere catturati dal virus e usati come destinatari di messaggi infettati.

 

 

Su questo sito "Andrea Gressani Blog" potrete vedere uno dei tanti interventi in cui mi sn imbattuto cercando su internet persone che come me non sopportano le catene e questo mi è piaciuto particolarmente, proprio perchè dimostra come smontare esempi assurdi di catene che girano su internet.

La Netiquette

Regole e principi della netiquette

Quella che segue è la netiquette approvata dalla Registration Authority Italiana.

Etica e norme di buon uso dei servizi di rete:

Fra gli utenti dei servizi telematici di rete, prima fra tutte la rete Internet, ed in particolare fra i lettori dei servizi di "news" Usenet, si sono sviluppati nel corso del tempo una serie di "tradizioni" e di "principi di buon comportamento" (galateo) che vanno collettivamente sotto il nome di "netiquette". Tenendo ben a mente che la entità che fornisce l'accesso ai servizi di rete (provider, istituzione pubblica, datore di lavoro, etc.) può regolamentare in modo ancora più preciso i doveri dei propri utenti, riportiamo in questo documento un breve sunto dei principi fondamentali della "netiquette", a cui tutti sono tenuti ad adeguarsi.

  1. Quando si arriva in un nuovo newsgroup o in una nuova lista di distribuzione via posta elettronica, è bene leggere i messaggi che vi circolano per almeno due settimane prima di inviare propri messaggi in giro per il mondo: in tale modo ci si rende conto dell'argomento e del metodo con cui lo si tratta in tale comunità.
  2. Se si manda un messaggio, è bene che esso sia sintetico e descriva in modo chiaro e diretto il problema.
  3. Non usare i caratteri tutti in maiuscolo nel titolo o nel testo dei tuoi messaggi, nella rete questo comportamento equivale ad "urlare" ed è altamente disdicevole.
  4. Non divagare rispetto all'argomento del newsgroup o della lista di distribuzione; anche se talvolta questo comportamento è accettato o almeno tollerato aggiungendo il tag [OT] (cioè Off Topic che significa "fuori argomento") nell'oggetto del proprio messaggio.
  5. Se si risponde ad un messaggio, evidenziare i passaggi rilevanti del messaggio originario, allo scopo di facilitare la comprensione da parte di coloro che non lo hanno letto, ma non riportare mai sistematicamente l'intero messaggio originale.
  6. Non condurre "guerre di opinione" sulla rete a colpi di messaggi e contromessaggi: se ci sono diatribe personali, è meglio risolverle via posta elettronica in corrispondenza privata tra gli interessati.
  7. Non pubblicare mai, senza l'esplicito permesso dell'autore, il contenuto di messaggi di posta elettronica o privati.
  8. Non pubblicare messaggi stupidi o che semplicemente prendono le parti dell'uno o dell'altro fra i contendenti in una discussione. Leggere sempre le FAQ (Frequently Asked Questions) relative all'argomento trattato prima di inviare nuove domande.
  9. Non inviare tramite posta elettronica messaggi pubblicitari o comunicazioni che non siano stati sollecitati in modo esplicito.
  10. Non essere intolleranti con chi commette errori sintattici o grammaticali. Chi scrive, è comunque tenuto a migliorare il proprio linguaggio in modo da risultare comprensibile alla collettività.

Alle regole precedenti, vanno aggiunti altri criteri:

  • A La rete è utilizzata come strumento di lavoro da molti degli utenti. Nessuno di costoro ha tempo per leggere messaggi inutili o frivoli o di carattere personale, e dunque non di interesse generale.
  • B Qualunque attività che appesantisca il traffico sulla rete, quale per esempio il trasferimento di archivi voluminosi, deteriora il rendimento complessivo della rete. Si raccomanda pertanto di effettuare queste operazioni in orari diversi da quelli di massima operatività (per esempio di notte), tenendo presenti le eventuali differenze di fuso orario.
  • C Vi sono sulla rete una serie di siti server (file server) che contengono in copia aggiornata documentazione, software ed altri oggetti disponibili sulla rete. Informatevi preventivamente su quale sia il nodo server più accessibile per voi. Se un file è disponibile su di esso o localmente, non vi è alcuna ragione per prenderlo dalla rete, impegnando inutilmente la linea e impiegando un tempo sicuramente maggiore per il trasferimento.
  • D Il software reperibile sulla rete può essere coperto da brevetti e/o vincoli di utilizzo di varia natura. Leggere sempre attentamente la documentazione di accompagnamento prima di utilizzarlo, modificarlo o redistribuirlo in qualunque modo e sotto qualunque forma.

E altri comportamenti palesemente scorretti da parte di un utente da cui sarebbe meglio guardarsi dal fare, quali:

  • Violare la sicurezza di archivi e computers della rete;
  • Violare la privacy di altri utenti della rete, leggendo o intercettando la posta elettronica loro destinata;
  • Compromettere il funzionamento della rete e degli apparecchi che la costituiscono con programmi (virus, trojan horses, ecc.) costruiti appositamente; costituiscono dei veri e propri crimini elettronici e come tali sono punibili dalla legge.

Catene e Spam

Per chi non lo sapesse, i messaggi “Spam” sono e-mail, spesso pubblicitarie, ma a volte contenenti virus o malware, che vengono spedite ogni giorno in automatico a una lista di indirizzi. Questa lista viene realizzata e aggiornata da delle persone (che guadagnano in base al numero di indirizzi che contiene), dette “Spammers”.

Le catene di Sant’Antonio che arrivano per e-mail spesso sono fatte partire proprio dagli spammers, con lo scopo di accumulare un gran numero di indirizzi. Infatti, quando inoltrate un messaggio a tutta la rubrica, gli indirizzi vengono elencati in chiaro ed in modo totalmente visibile, e se il vostro messaggio capita tra le mani di uno spammer questi (inclusa l’e-mail del mittente) finiscono nel suo database. A quel punto tutte le caselle associate a quegli indirizzi vengono tempestate di e-mail indesiderate, con relativo rischio virus.
Quindi, quando ricevete messaggi che chiedono di essere rispediti a quante più persone possibile, NON rimandateli a nessuno, e installate un buon filtro antiSpam, perchè il vostro indirizzo è già a rischio.
Sarebbe un’ottima cosa anche contattare chi vi ha spedito il messaggio e spiegargli la pericolosità delle catene di Sant’Antonio, perchè molta gente le rimanda credendo che siano innocue.

 

L¡øñhëã®t™